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Tempo fa qualcuno ha insinuato che il bucato e i timballi mi occupano troppo tempo e che trascuro
questo blog. Touchè. Quindi oggi trascuro il bucato, proclamo al mondo che per cena dobbiamo star
leggeri (insalatina?) e mi dedico a queste righe per spinare uno spinoso problema: gli addobbi di
Natale. Mio marito (visto che mi firmo Milady de Winter d'ora in poi farò che chiamarlo Athos) ed io per
la prima volta dobbiamo affrontare insieme l'allestimento del presepe e dell'albero. Io sono
tradizionalista e li voglio entrambi: poche balle sull'albero che è nordico e sul presepio che è
napoletano...io li faccio tutti e due. Per fortuna che qualcosa ci viene donato e qualcosa
d'altro ci portiamo dietro in eredità. Dovessimo comprare il tutto ex-novo probabilmente saremmo
costretti ad accendere un mutuo. Athos ha preso in mano certe palline decorate da 5 euro l'una;
un puntale un po' decoroso oscilla fra i 15 e i 50 euro (roba che poi, se ci si siede sopra John
Travolta, simuli scene da Tarantino e lo fai finire in un lago di sangue). Ho visto catenelle
pallute e scampanellanti costare più o meno come un anello di brillanti, e certi fiocconi da 10
euro l'uno: ho stimato che ce ne vorrebbero circa una trentina sul mio albero, e direi che
trecento carte per far sembrare una povera pianta un ferrero rocher sono un po' troppe. Comprare le palline di polistirolo e rivestirle costa quasi più che una settimana bianca a
Cortina. Credo che quest'anno darò il flating alle Macine e alle Campagnole del Mulino Bianco e
appenderò quelle, con buona pace del banchetto natalizio di formiche e formichieri. Sul presepe non mi pronuncio: pur rinunciando a mettere dentro le statuine del Papa e di
Berlusconi, di Bush e di Lippi, di Bettarini e della Lecciso, ho visto una semplice capanna
costare 80 euro. Io per 80 euro, se fossi San Giuseppe, pretenderei almeno di avere insieme un
maggiordomo che vada ad aprire la porta quando arrivano i Magi, metta al sicuro l'oro, arda
gl'incensi e offra la birra. |